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Formazione apprendistato: requisiti, tipologie, agevolazioni

Tutto quello che bisogna sapere per la formazione apprendistato: le procedure, la formazione gratuita, le responsabilità aziendali e le proposte formative.
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Il contratto di apprendistato rappresenta ancora oggi una delle principali forme di avviamento al lavoro. In Italia è regolato fin dal 1955, ed è stato poi ripreso dalle più recenti riforme in materia di lavoro. È l’unico contratto di lavoro attualmente vigente definito a causa mista: di lavoro e di formazione.

L’apprendistato professionalizzante si fonda su 2 principi:

  • i mestieri si apprendono esercitandoli;
  • le competenze si acquisiscono nel luogo che le detiene e attraverso chi le possiede.  

La formazione apprendistato professionale è quindi fondamentale per un lavoratore perché permette di acquisire nuove competenze. Aspetto importante da sottolineare è che la formazione degli apprendisti è obbligatoria per legge: la sua mancata erogazione comporta per il datore di lavoro una sanzione amministrativa e la perdita dei benefici fiscali e contributivi.

Parlando di formazione, vediamo nello specifico di cosa si tratta, come è strutturata, quali sono le norme che regolamentano e gli obblighi aziendale, così come i vantaggi e le opportunità di avvio in modo del tutto gratuito per le aziende.

Cosa vuol dire imparare praticamente un mestiere attraverso la formazione professionale. 

Vuol dire saper intervenire al momento giusto e correttamente. Non basta conoscere una tecnica o applicare una procedura, è necessario sviluppare una relazione tra chi è esperto e capace e chi sta imparando.

Le premesse indispensabili sono:

  • la consapevolezza di chi insegna e di chi impara (sto insegnando/sto imparando);
  • la predisposizione dell’ambiente affinché avvenga una trasmissione efficace della formazione professionale;
  • la condivisione del risultato e della valutazione con l’apprendista (stai andando bene perché…non stai andando bene perché…)

Per sua natura, la formazione in azienda non sempre è riconosciuta tale da chi insegna e da chi apprende, per vari motivi e “coincidenze”:

  • spesso coincide con  il tempo lavorativo;
  • spesso avviene nello stesso contesto lavorativo e attraverso persone che abitualmente lavorano insieme;
  • per luogo comune l’attività di formazione è quella che si svolge fuori dal posto di lavoro, in presenza di un docente incaricato, in spazi dedicati e appositamente attrezzati del tutto simili al modello scolastico conosciuto da tutti.

 

Il Tutor 

I momenti dell’apprendimento, richiedono l’assistenza di un tutor, figura fondamentale nella relazione fra chi apprende e chi insegna. 

Funzioni principali del tutor: 

  • partecipa alla definizione degli obiettivi e del programma di inserimento del neo assunto;
  • favorisce il pieno svolgimento del programma, ne controlla l’andamento e valuta i risultati; 
  • conserva documentazione di quanto accade, valutazione o autovalutazione dei risultati;
  • cura il rapporto con l’apprendista.

L’affiancamento è un metodo molto diffuso in azienda ed efficace per favorire l’apprendimento di attività pratiche, ma attenzione, va strutturato per evitare di dare per scontato tanti passaggi che se ben curati producono apprendimento stabile e duraturo. 

Tipologie di contratto, requisiti di accesso e durata dell’apprendistato.

L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione.

Il contratto di apprendistato si articola nelle seguenti tipologie:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  2. apprendistato professionalizzante;
  3. apprendistato di alta formazione e ricerca.

La prima tipologia è rivolta a giovani e adolescenti di età compresa tra i 15 e fino al compimento dei 25 anni ed ha una durata massima di tre anni, elevata a quattro per il conseguimento del diploma professionale. Le Regioni e Province autonome ne regolamentano i profili formativi, previo accordo con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome, sentite le Parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi:

  • definizione della qualifica o il diploma professionale;
  • previsione di un monte ore di formazione sia interna che esterna congruo al conseguimento della qualifica o del diploma professionale;
  • rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro.

L’apprendistato professionalizzante è rivolto a persone di età compresa tra i 18 e i 29 anni (vale a dire 29 anni e 364 giorni) mentre bastano 17 anni per le persone già in possesso di una qualifica professionale. Ai fini però della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge. 

 I contratti collettivi o gli accordi interconfederali a livello nazionale definiscono:

  • la durata massima del contratto di apprendistato che non può superare i tre anni o cinque per le figure professionali dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di riferimento;
  • la durata e le modalità di erogazione della formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche, in ragione dell’età dell’apprendista e del tipo di qualificazione contrattuale da conseguire.

La formazione di tipo professionalizzante e di mestiere è svolta sotto la responsabilità dell’azienda. Le Regioni, sentite le parti sociali, disciplinano un’offerta formativa pubblica integrativa della formazione contrattuale, interna o esterna all’azienda, finalizzata all’acquisizione di competenze di base o trasversali per un monte complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio, che tiene conto dell’età dell’apprendista.

L’apprendistato di alta formazione e di ricerca ha come finalità il conseguimento di un titolo di studio di livello secondario, di titoli di studi universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, nonché la specializzazione tecnica superiore.
I destinatari sono giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. La regolamentazione e la durata vengono rimandate alle Regioni, per i soli profili che attengono la formazione, sulla base di accordi con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, con le università, con le istituzioni formative o con gli organismi formativi accreditati (a seconda del titolo di studio da conseguire). 

Nota: Per la qualificazione/riqualificazione è possibile assumere in apprendistato lavoratori in mobilità (art. 47 comma 4).
Per essi, trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge.
Esso consiste nella contribuzione pari al 10% per un periodo di diciotto mesi e nel 50% dell’indennità di mobilità (se dovuta al lavoratore) per un massimo di dodici mesi.

Norme contratto di apprendistato

Ecco le norme da seguire per i contratti di apprendistato inserite nel D.Lgs.15 giugno 2015, n.81 (1) (2) – Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni:

  1. Il contratto di apprendistato è stipulato in forma scritta ai fini della prova e contiene il piano formativo individuale. Nell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e nell’apprendistato di alta formazione e ricerca, il piano formativo individuale è predisposto dalla istituzione formativa con il coinvolgimento dell’impresa.

  2. Il contratto di apprendistato ha una durata minima non inferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 43, comma 8, e 44, comma 5.

  3. Durante l’apprendistato trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo. Nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, costituisce giustificato motivo di licenziamento il mancato raggiungimento degli obiettivi formativi come attestato dall’istituzione formativa.

  4. Al termine del periodo di apprendistato le parti possono recedere dal contratto, ai sensi dell’articolo 2118 del codice civile, con preavviso decorrente dal medesimo termine. Durante il periodo di preavviso continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato.

  5. La disciplina del contratto di apprendistato è rimessa ad accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi nazionali di lavoro, nel rispetto dei seguenti principi:
    a) divieto di retribuzione a cottimo;
    b) possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro ai lavoratori addetti a mansioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al cui conseguimento è finalizzato il contratto, o, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio;
    c) presenza di un tutore o referente aziendale;
    d) possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all’articolo 12 del decreto legislativo n. 276 del 2003, anche attraverso accordi con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
    e) possibilità del riconoscimento, sulla base dei risultati conseguiti nel percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualificazione professionale ai fini contrattuali e delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi nonché nei percorsi di istruzione degli adulti;
    f) registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 276 del 2003;
    g) possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, di durata superiore a trenta giorni;

  6. Per gli apprendisti l’applicazione delle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria si estende alle seguenti forme:
    a) assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
    b) assicurazione contro le malattie;
    c) assicurazione contro l’invalidità e vecchiaia;
    d) maternità;
    e) assegno familiare;
    f) assicurazione sociale per l’impiego.

  7. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Tale rapporto non può superare il 100 per cento per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci unità. E’ in ogni caso esclusa la possibilità di utilizzare apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre. Qualora non sia rispettata la predetta percentuale, è in ogni caso consentita l’assunzione di un apprendista con contratto professionalizzante. Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti di cui al presente comma sono considerati ordinari lavoratori subordinati a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto.

Regole guida per la formazione.

Ecco un elenco di quelle che sono le principali linee guida legate alla formazione apprendistato:

  • Le ore di formazione devono essere svolte in orario di lavoro e in quanto tale rientrano nel monte ore di lavoro settimanale;
  • Nel caso in cui, per esigenze organizzative del centro di formazione, le ore di formazione esterne si svolgessero nella giornata di riposo dell’apprendista, il datore di lavoro è tenuto a  far recuperare tali ore accordando al lavoratore dei riposi compensativi durante la settimana;
  • Nel caso di rapporto di lavoro part-time non è prevista alcuna riduzione o riproporzionamento delle ore di formazione;
  • Le uniche assenze giustificate sono quelle previste per legge (malattia, infortunio, maternità, servizio civile etc.);
  • Non è possibile concedere le ferie nei giorni previsti per la formazione;
  • L’apprendista non può rifiutarsi di partecipare alle attività formative perché tale partecipazione rientra nei suoi doveri di lavoratore.

Come ottenere gratuitamente la Formazione Apprendistato professionalizzante per gli apprendisti della tua azienda

TSS, ente di formazione professionale con quattro sedi accreditate da Regione Lombardia (Milano, Brescia, Bergamo e Varese), ha come obiettivo seguire il percorso degli apprendisti di vario settore attraverso la formazione professionalizzante.

Ci pensiamo noi, dalla parte burocratica e documentale fino alla pianificazione e certificazione dei corsi, e tutto questo GRATUITAMENTE, in virtù dei nostri accreditamenti provinciali, a seconda dei possibili finanziamenti pubblici presenti.

Ecco cosa fare per accedere alla formazione gratuita:

  1. Inviare richiesta accedendo alla pagina dei servizi rivolti alle aziende cliccando qui – “APPRENDISTATO“;
  2. Un operatore specializzato si occuperà di fornire tutte le info dettagliate e il calendario dei corsi apprendistato professionalizzante a scelta tra le sedi di Milano, Varese, Bergamo e Brescia;
  3. Una volta inseriti, gli apprendisti parteciperanno al corso che in caso di finanziamenti pubblici disponibili sarà completamente GRATUITO.

Per ulteriori informazioni contattare il nr.verde 800 300 818

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