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Home restaurant: norme, requisiti e come promuoverlo

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La cucina è la tua passione e stai pensando di aprire un home restaurant? Scopri come aprire, gestire e promuovere il tuo ristorante fatto in casa.
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Continua a spopolare in Italia l’attività di home restaurant, la preparazione di pranzi e cene presso il proprio domicilio dedicati solo in alcuni giorni, rivolta a poche persone trattate come ospiti personali ma paganti.

Secondo i dati Istat, oltre 13 milioni di italiani non rinunciano a voler mangiare fuori casa, o a casa di altri a questo punto. Sì perchè l’esperienza di andare a provare un vero e proprio ristorante in casa attira più di 2,7 milioni di persone per 3 principali motivi:

  1. un buon piatto;
  2. una buona compagnia, riservata e accogliente, anche in presenza di perfetti sconosciuti;  
  3. un giusto prezzo.

Ma quali sono i requisiti necessari e le norme che inquadrano il settore per aprire un ristorante in casa? E una volta avviato, come riuscire a promuovere e farsi conoscere in quest’ambito per avere un giusto ritorno economico?

Licenza Somministrazione alimenti e bevande.

In base a quanto previsto dalla normativa di settore, ossia dal Regolamento CE n. 852/2004, l‘attività di preparazione di alimenti ai fini commerciali riguarda anche gli home restaurant. Quindi chiunque decida di avviare un ristorante in casa propria dovrà rispettare le medesime disposizioni di coloro che si occupano di somministrazione di cibi e bevande.

L’iter da seguire sarà lo stesso previsto per chi apre un ristorante o bar: ottenere la SCIA per tutelare il consumatore finale e mettere a norma i locali (per maggiori info potete leggere “Come aprire un bar o un ristorante oggi: tutto quello che c’è da sapere”).

 E’ importante specificare che da normativa, non si può svolgere l’attività in locali con destinazione d’uso residenziale, pertanto è necessario provvedere ad una variazione d’uso parziale dell’immobile di privata abitazione in quanto, anche se i prodotti vengono preparati e serviti in locali privati coincidenti con il domicilio del cuoco, devono essere comunque ambienti attrezzati e aperti alla clientela. Infatti la fornitura di dette prestazioni comporta il pagamento di un corrispettivo e si tratta di un servizio organizzato e rivolto al pubblico. Dunque la destinazione d’uso per l’esercizio deve essere variata in “commerciale”, presentando apposita istanza allo Sportello unico dell’Edilizia. 

Requisiti necessari

Anche se non sono ancora state stabilite in via definitiva le regole su quali siano i reali requisiti connessi a questo settore, ci sentiamo di tracciare almeno gli elementi connessi alla categoria di somministrazione cibi e bevande, proprio perchè, per un ristorante fatto in casa, si rispettano le norme relative all’apertura di un qualsiasi ristorante. Nello specifico i requisiti sono i seguenti:

  1. Ottenere un diploma di chef in un istituto alberghiero o titolo equipollente o aver lavorato per almeno 2 anni nel campo della ristorazione negli ultimi 5 anni. In alternativa è possibile ottenere una qualifica di somministrazione alimenti e bevande frequentando il Corso SAB ex REC, della durata di 130 ore; 
  2. Avere un ambiente a norma anche attraverso l’installazione di una canna fumaria esterna perchè si potrebbe essere soggetti a controlli in materia di sicurezza;
  3. Svolgere corrette operazioni di imballaggio e conservazione degli alimenti;
  4. Se si superano i 5.000€ annui di incasso è necessario avere una partita iva

Di sicuro c’è ancora da approfondire su quali siano i limiti e le opportunità ma è altrettanto certo che ci saranno dei cambiamenti decisivi in ambito normativo. Per il momento non possiamo fare altro che rifarci a quanto stabilito in precedenza per una qualsiasi attività legata alla somministrazione di alimenti e bevande. 

Come promuovere il proprio home restaurant

I social network sono gli strumenti più idonei. Dobbiamo partire dalle piattaforme specifiche di settore, i cosiddetti social eating, primo fra tutti Gnammo

Gnammo è la prima piattaforma italiana dedicata al social eating. Ti offre la possibilità di organizzare pranzi, cene ed eventi culinari a casa tua o in qualsiasi location privata. Per creare un evento Gnammo, una volta iscritti, devi cliccare sul tasto PUBBLICA in alto a destra, compilare i campi richiesti, impostare il numero minimo e massimo di partecipanti (Gnammer) e il prezzo che si vorrà far pagare agli ospiti. L’evento creato viene poi controllato entro 24 ore dal team di Gnammo, che ti invierà poi una e-mail di notifica ad avvenuta pubblicazione. Da quel momento l’evento è disponibile per la prenotazione nella sezione Mangia.
Quando ricevi le prenotazioni, puoi decidere se approvarle o meno. Se l’evento raggiunge il numero minimo di ospiti, il primo giorno lavorativo successivo all’evento riceverai il pagamento relativo alla somma di tutte le prenotazioni raccolte, da cui Gnammo trattiene una commissione del 12%.

Altro sito interessante è le Cesarine, un network italiano di cuochi casalinghi esperti di cucina tradizionale del proprio territorio, pronti ad aprire le porte della propria casa a viaggiatori curiosi provenienti da tutto il mondo.
Prima però di poter accedere ti segnaliamo che non è proprio semplice entrare in questo network. E’ necessario prima di tutto compilare un questionario, poi se risulterai idoneo si passa a un 2′ step di selezione per testare conoscenze culinarie e livello di accoglienza e infine uno step conclusivo di selezione per mettere alla prova le tue abilità di cuoco.
Si tratta di una piattaforma  che unisce tradizione italiana, accoglienza e home restaurant. Molto seguito, soprattutto da turisti che decidono di farsi una vacanza nel Bel Paese.

Aggiungiamo a questi due social eating anche So Lunch, una piattaforma pensata per la pausa pranzo a casa dei vicini. Un NO secco al pellegrinaggio nei locali affollati e fin troppo noti, vicini all’ufficio.
So Lunch offre l’opportunità di gustare un pranzo di casa anche quando si è lontani da casa e di conoscere persone nuove. La startup offre i suoi servizi a Milano (anche se si stanno espandendo in tutta la Lombardia e oltre) e la procedura è più o meno la stessa di Gnammo:

  • Iscriviti al portale;
  • pubblica il tuo evento con dettagli relativi al menu del giorno;
  • stabilisci il prezzo e il numero di persone da poter accogliere;
  • ricevi le prenotazioni e i pagamenti direttamente dal social eating.

 Un modo innovativo di proporre la propria cucina in un raggio d’azione ben preciso e in tempi piuttosto brevi visto che si tratta della pausa pranzo.

Aldilà poi dei principali social eating il 2′ passo da compiere per ottenere maggiore visibilità e prenotazioni è quello di essere attivi e presenti sui social più tradizionali e noti del momento come Facebook e Instagram. Ci vuole costanza, preparazione, creatività. La prassi da seguire deve essere la seguente:

  • crea una pagina apposita del tuo home restaurant;
  • promuovi con foto di qualità e che sappiano esaltare al meglio la tua casa e i tuoi piatti, anche solo con uno smartphone (per ulteriori approfondimenti vi suggeriamo “Fare foto professionali con il tuo smartphone“);
  • promuovi con dei video che trasmettino il calore di casa, la particolarità della tua cucina, il tuo concetto di home restaurant;
  • condividi eventi, scrivi alcune tue considerazioni sulla tua passione culinaria, lancia le tue ricette particolari e pubblica le recensioni positive ricevute dai tuoi ospiti.

Aspetto importante da non trascurare: investimento promozionale. Se vuoi che le persone conoscano al meglio chi sei e cosa fai è necessario investire un budget in promozione tramite i social network. Hai presente quando sei su Facebook o Instagram e mentre scorri fra post e notizie trovi dei contenuti pubblicati da parte di aziende e attività che sono di tuo interesse o delle tue parti? Bene, quelle sono definite “Inserzioni promozionali” e servono proprio per ottenere maggiore visibilità quando organizzi una cena a casa tua o vuoi semplicemente promuovere il tuo menu.

Non è necessario affidarsi a un’agenzia di marketing per riuscire a promuoversi, occorre avere un minimo di dimestichezza con lo strumento social e conoscere le giuste strategie da poter applicare. Un corso di Social Media Marketing potrebbe essere la soluzione per potersi preparare e affrontare al meglio questo business, magari per ricevere un ritorno economico di tutto rispetto, anche con un budget minimo a disposizione. 

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