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Revenue management? Chiediamolo a Michele Colangelo – Babila Hostel

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Come poter ripartire con il turismo made in Italy in questo periodo di incertezze e timori? Lo abbiamo chiesto a Michele Colangelo che dal 2017 gestisce il Babila Hostel & Bistrot, un punto di riferimento non solo per il turismo milanese ma anche per la movida, la musica, la cucina e la cultura.

Il Revenue Management così come inteso negli ultimi anni deve necessariamente seguire una certa dinamicità del pricing e dell’offerta, pertanto le tariffe di partenza devono sicuramente riflettere l’andamento del mercato ed adeguarsi ad una domanda ai minimi storici, senza però svendere la struttura…”. 

Ci parli del tuo progetto? Cosa hai voluto realizzare?

Il Babila Hostel & Bistrot nasce nell’agosto 2017 nello splendido edificio in stile neogotico risalente al 1895 di via Conservatorio 2 A, a due passi da Piazza San Babila e dall’epicentro del turismo milanese, ma situato in una zona tranquilla, silenziosa, verde, elegante, animata durante il giorno dalle note provenienti dalle aule del Conservatorio e dal vocìo dei ragazzi che escono dall’Università e dalle scuole circostanti. 

Il progetto nasce con l’intento di offrire un’esperienza di soggiorno di qualità per ospiti provenienti da tutto il mondo, rispondendo alle esigenze di un mercato variegato e di diverse tipologie di viaggiatori, dai backpackers, alle famiglie, ai viaggiatori in solitaria, alla  clientela business. 

Il Babila Hostel & Bistrot mira a standard elevati di qualità, comfort, pulizia e professionalità, ma incentra il suo modello di ospitalità su una filosofia di accoglienza informale e coinvolgente, dove ogni membro dello staff si diverte ad accogliere il viaggiatore e a farlo sentire a casa, interagendo, scherzando, scambiando idee ed opinioni sui temi più disparati e condividendo le proprie passioni, che siano incentrate sui viaggi, sulla città di Milano e l’Italia in generale, sulla convivialità, sulla musica. 

Inoltre, il Babila ogni settimana si anima di eventi artistici e culturali, quali mostre d’arte, corsi di yoga ed ogni weekend concerti di musica dal vivo, karaoke e jam sessions, ai quali anche i locals, giovani e meno giovani di Milano sono più che benvenuti. 

Oltre all’Hostel, il Babila è anche Bistrot ed offre una selezione di piatti elaborati e gustosi  curati da Atif, chef eclettico che ha formato il suo stile culinario grazie ad esperienze in vari Paesi, tra Europa e USA, e naturalmente Marocco, il suo Paese d’origine. 

Quali sono i fattori che rendono unico il Babila Hostel & Bistrot di Milano?

Sicuramente la location, il design degli ambienti e la qualità del servizio sono elementi distintivi del nostro progetto. Ma credo che l’anima del Babila Hostel & Bistrot siano le persone che lavorano al suo interno; un team unito, sorridente, sempre pronto a supportarsi l’un l’altro anche nei momenti più stressanti della giornata e di maggiore affluenza (basti pensare che tra Hostel e Bistrot, il Babila accoglie più di 50 mila persone all’anno…). E l’armonia è poi chiaramente visibile dall’ospite, che si sente coccolato, a suo agio, non certo un “numero”, ma una persona, con una sua storia, le sue esperienze che molto spesso non vede l’ora di raccontare e di condividere con chi incontra nei suoi viaggi. 

E poi la musica. La musica è un po’ il filo conduttore che lega molti di noi che lavoriamo al Babila. Accade di frequente che, magari dopo un paio di birre, ci lanciamo in improvvisazioni insieme alle band che stanno suonando sul palco, alle quali si uniscono talvolta anche gli ospiti, oppure in karaoke fino alle ore piccole della notte.

Chi si trova a passare per il Babila Hostel & Bistrot difficilmente avrà la sensazione di entrare in un posto “freddo”, “istituzionale”, ma più probabilmente si sentirà subito a proprio agio, come se fosse nel salotto a casa di amici. Ci divertiamo da matti, e si vede!

Come pensi possa ripartire il turismo in Italia dopo il coronavirus?

Beh, è chiaro che il turismo non ripartirà davvero fin quando l’emergenza sanitaria non sarà superata o, perlomeno, si abbia la sensazione che sia stata superata. Il turismo vive di emozioni, di esperienze, ed essendo un “bene voluttuario” e non necessario, difficilmente vedremo il ritorno immediato dei turisti nei centri cittadini.

Parzialmente diverso è a mio avviso il discorso per altre mete quali destinazioni di montagna, di mare, naturalistiche, laddove l’esperienza turistica a contatto con la natura ha già di per sé all’interno l’idea del (famigerato) distanziamento sociale che sarà una pratica con la quale dovremo convivere per qualche tempo. 

Ma sono certo che il turismo ripartirà con una forza esplosiva nel momento in cui si sarà tornati ad una situazione identificata come normale, come sicura. Io stesso ho già 2-3 viaggi in programma e sono pronto a fiondarmi in aeroporto non appena le condizioni lo permetteranno. 

La sfida vera per le aziende turistiche è di superare questa fase di transizione, che io vedo un po’ come il guadare di un fiume. Bisogna resistere alla corrente che ti porta a fondo, stringere i denti e mantenere sempre uno spirito positivo, con lo sguardo dritto sulla sponda che vogliamo a tutti i costi raggiungere. Bisogna cercare di innovarsi, stringere relazioni più strette con i clienti acquisiti nel tempo e dare il meglio di se stessi, offrendo il proprio lato umano ed empatico, sviluppando nuovi progetti e rafforzando il proprio brand. Sono certo che le aziende che affrontano bene questa fase, potranno giovare di risultati ancor più sorprendenti nel futuro prossimo. 

Cosa hai pensato di fare in merito ai servizi che proponi e in generale per poter soggiornare presso la tua struttura?

Al momento, non abbiamo modificato sensibilmente la nostra offerta, l’abbiamo piuttosto integrata rivolgendoci anche ad altri mercati, quali i soggiorni più lunghi (“long stay”), stipulando una convenzione con Regione Lombardia e Comune Milano per ospitare personale medico e sanitario, lavorando con aziende per far soggiornare personale operativo. 

Per quanto riguarda il Bistrot, abbiamo riorganizzato il servizio in sala e la disposizione dei coperti, mettendo anche a disposizione la terrazza al terzo piano per il pranzo.

Quali misure di sicurezza adottare per il personale?

Proprio siccome io credo che noi non vendiamo banalmente letti o pietanze, abbiamo messo in pratica misure che assicurino la sicurezza del personale e degli ospiti, ma senza spersonalizzare il servizio e dare l’impressione di aver in qualche modo paura dell’ospite, oltre al fare il meglio possibile per ridurre l’utilizzo di plastiche e materiali usa e getta, in coerenza con l’anima green che da sempre permea il nostro progetto.

Pertanto, tutti noi utilizziamo maschere lavabili e riutilizzabili, privilegiando l’utilizzo di gel igienizzante al posto dei guanti usa e getta, osservando le norme di distanziamento sociale ed evitando ogni tipo di assembramento all’interno della struttura. Inoltre, utilizziamo detergenti a base alcolica per la disinfezione degli spazi, abbiamo acquistato un macchinario ad ozono per la sanificazione delle camere, degli ambienti comuni e di servizio.

State aggiornando i vostri clienti su quelli che sono tutti gli accorgimenti che state adottando durante questo periodo? 

Al momento, riteniamo doveroso informare gli ospiti sulle misure adottate con documenti informativi esposti in reception, al bar e all’ingresso della struttura e, naturalmente, informando adeguatamente clienti che ne facessero richiesta in fase di prenotazione. Ma non crediamo sia necessario pubblicizzarlo sui canali web marketing usuali.

Quali pensi possano essere gli strumenti di web marketing turistico più idonei da sfruttare per poter riprendere un buon flusso di prenotazione?

In questo momento, il problema principale non è tanto nell’indirizzare correttamente l’offerta, quanto nella carenza di domanda, pertanto il principio base di disintermediare quanto più possibile dalle OTA è sempre valido, così come le strategie di push su canali diretti e clienti abituali. E’ dunque una strategia generale che seguiamo indipendentemente dalla situazione di emergenza attuale.

Cosa ne pensi della politica di contrazione dei prezzi degli hotel e dei bonus vacanze in Italia? Potrebbe essere un incentivo per poter ripartire nel modo giusto?

Il Revenue Management così come inteso negli ultimi anni deve necessariamente seguire una certa dinamicità del pricing e dell’offerta, pertanto le tariffe di partenza devono sicuramente riflettere l’andamento del mercato ed adeguarsi ad una domanda ai minimi storici, senza però svendere la struttura. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra aumentare la competitività (che è data solo in parte dal prezzo) e il posizionamento del brand nel mercato. 

Il bonus vacanze potrebbe essere sicuramente uno degli elementi che potrà portare ad un incremento del turismo locale, ma non credo sia decisivo per le sorti del mercato domestico. Credo che altre condizioni aiuteranno il potenziamento del mercato italiano, quali una indubbia minore disponibilità economica che porterà a privilegiare mete più vicine, la percezione di una maggiore sicurezza nel restare all’interno dei confini nazionali, ma anche una certa coscienza sociale di “aiutare” il sistema socio-economico di appartenenza, cogliendo magari l’occasione per visitare mete che si erano magari date un po’ per scontate perché vicine a casa.

Per migliorare la promozione e aumentare il numero di prenotazioni di una struttura ricettiva…

Michele oltre ad essere un professionista del settore è una persona con una passione enorme per il suo lavoro. Trasmette positività, accoglienza e voglia di fare, tutti elementi indispensabili. 

Abbiamo bisogno di persone come lui per poter ripartire ed essere sempre visti come un punto di riferimento nel mondo del turismo e della cultura. 

Per il corso web marketing turistico e revenue management abbiamo chiesto il suo aiuto e supporto come formatore del modulo di Revenue Management.

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