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Semplici Venditori o agenti di commercio?

Per trovare nuove opportunità e ottenere un discreto ritorno economico conviene essere venditori dipendenti assunti o agenti di commercio autonomi?
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Sappiamo bene che le aziende sono alla continua ricerca di venditori preparati, affamati e pronti a voler portare a casa il risultato in qualsiasi momento. 

L’arte della vendita è in costante evoluzione in base a tutta una serie di fattori che vanno dai cambiamenti di mercato a quelli tecnologici, dal fabbisogno dei clienti alle infinite informazioni e recensioni che è possibile raccogliere grazie al web.

Tante possono essere le opportunità e i settori da seguire ma se la nostra vena è prettamente basata sulla vendita allora quale potrebbe essere la scelta migliore per il nostro percorso professionale e il nostro ritorno economico? 

Essere assunti da un’azienda come dipendenti per farla crescere e migliorare concentrandosi esclusivamente sulla realtà commerciale di quell’ambiente? Mantenere la propria autonomia per dare ampio spazio alle opportunità messe a disposizione dal mercato sfruttando appieno le nostre skills per diverse realtà lavorative?

Analizziamo bene le sostanziali differenze tra un venditore dipendente con regolare contratto di assunzione e un agente di commercio con una propria partita iva.

Agenti e rappresentanti di commercio VS Venditori dipendenti

L’agente di commercio è a tutti gli effetti un imprenditore dotato di partita IVA e autorizzazione della Camera di Commercio. Dal punto di vista legale non ha diritto a compenso fisso (poi dipende sempre dall’azienda cui collabora e dagli accordi pattuiti) e il suo guadagno si basa sul sistema di provvigioni, in cui il compenso viene deciso secondo una determinata percentuale sul venduto. Non svolge un lavoro fisso, e proprio per questo non ha uno stipendio fisso. E’ un male? 

Uno stipendio fisso è una garanzia, una certezza ma in sostanza è un valore personale fisso. Vuol dire che non si corrono rischi (apparentemente, dipende dall’azienda) ma si è legati alla propria zona di confort e alla propria impresa. L’agente di commercio, imprenditore di se stesso, è esposto sicuramente a maggiori rischi ma gestisce in via del tutto indipendente il proprio tempo e le proprie strategie d’affari. Ne consegue che mentre la collaborazione prestata dall’agente si svolge in piena autonomia, quella del lavoratore dipendente si attua in regime di subordinazione, con un datore di lavoro che organizza il tempo e le energie prestate. 

Non è però del tutto semplice delineare a quale categoria appartiene un lavoratore. Entrambe le figure, sia del venditore dipendente che dell’agente di commercio, sono caratterizzate dalla stabilità della collaborazione. Ad esempio, in alcuni settori, le attività svolte da un agente sono legate in maniera rigida alle direttive e gli orari imposti, non tanto dal responsabile principale, quanto piuttosto dal mercato in cui esso opera. Ad esempio, un agente che lavora in un concessionario di auto il quale è vincolato a promuovere le vendite in un determinato spazio espositivo e durante gli orari di apertura del negozio.

Non riuscendo così a distinguere pienamente se un determinato rapporto debba essere qualificato come d’agenzia o di lavoro dipendente, è più semplice considerare i differenti elementi tipici della subordinazione:

 

  • mancanza di autonomia decisionale;
  • assenza di rischio;
  • inserimento nell’organizzazione;
  • obbligo di rispettare orari prefissati.

 

Conviene quindi essere assunti o avere una propria autonomia da libero professionista?
A questa domanda ognuno risponderà in base alla propria persona, il proprio carattere, le proprie aspettative. C’è chi è predisposto ad essere autonomo, a gestirsi al meglio il proprio lavoro ottenendo ottimi risultati proprio perchè non vi sono limiti di orario e di operazioni da svolgere e c’è chi invece vuole impostare il proprio impegno professionale in modo del tutto ordinario, attraverso una gestione ben delineata e collaborando con un team dove ognuno svolge un preciso compito ben noto da parte di chi ne fa parte. Bisogna conoscere al meglio se stessi, i propri limiti così come le proprie abilità e potenzialità.

Come diventare agente di commercio?

Se dopo un’attenta analisi hai compreso che, oltre a possedere un approccio da vero venditore, ti reputi una persona autonoma, sicura delle proprie capacità e dei propri valori allora la migliore soluzione è diventare Agente e Rappresentante di commercio.

Il corso organizzato da TSS, ente di formazione accreditato dalla regione Lombardia, prevede il rilascio dell’attestato di competenza di cui al DDG n. 9837/08, con valore abilitante per Agente e rappresentante di commercio, rilasciato dalla Camera di Commercio fermo restando la verifica e l’acquisizione di tutte le competenze del profilo.
Il nostro punto di forza? I nostri docenti, professionisti del settore con i quali i partecipanti possono confrontarsi sulle reali possibilità e difficoltà dell’essere agente di commercio oggigiorno.

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